
Collocato al piano nobile dell'elegante palazzo che fu dei duchi Massari, il museo ripercorre la fulminante carriera di quello che fu uno dei più grandi ritrattisti della "bella époque", dagli esordi dello studio accademico nei musei ferraresi, al periodo "macchiaiolo" fiorentino, fino ai successi di Londra e Parigi.
Già da anni la donazione della vedova ha significativamente contribuito ad arricchire la collezione ferrarese che spazia dai mobili, che arredavano la villa di Pistoia, ai "passatempi", come la bellissima scatola dei colori, con il ritratto del giardiniere, ai magnifici "portraits" soprannominati "Fuoco d'artificio" o "La Signora in rosa".
Un passaggio immancabile quindi per conoscere un altro protagonista uscito dalle atmosfere ferraresi.
Museo FILIPPO DE PISIS

Altro originale artista ferrarese del '900, Filippo de Pisis affrontò la sua carriera di pittore con grande determinazione, lasciando la città natale e trasferendosi a Parigi, dove visse a lungo, ed infine a Venezia.
Interprete sensibile della realtà che lo circonda, l'artista viene presentato la pubblico, attraverso il Museo di Ferrara, con una significativa raccolta di opere, che vanno dai dipinti alla grafica, fino alle poco note imprese letterarie, come la serie di poesie illustrate con incisioni ed acquerelli.
La generosa donazione di Franca Malabotta ha aggiunto a questo museo ferrarese già significativo un "allure" ancora più speciale, sia per il consistente numero di opere che si sono aggiunte alla nostra collezione, che per la lezione commovente di grande sensibilità umana trasmessaci, in un mondo, anche quello piccolo di Ferrara, orgoglioso di questo "figlio artista", ma da sempre un po' ritroso all'incoraggiamento diretto della sua carriera, che si compì dunque all'estero e per altre strade, quelle dell'amicizia di personaggi come Giovanni Comisso e del raffinato collezionista Manlio Malabotta, che la moglie ha così voluto ricordare, affidandoci la responsabilità e il privilegio di questo messaggio.