Questo luogo straordinario, ora quasi dimenticato, ospitava, fino alle soppressioni napoleoniche, la
Confraternita della Buona Morte, un’opera di carità che si faceva carico di assistere i condannati. L’edificio costruito a fine ‘300 come oratorio ad aula unica fu poi radicalmente rimaneggiato nel 1613 e solo un restauro del ’50 ne ha ripreso l’originale collocazione sopraelevata.
La visione degli affreschi: un intero ciclo formato da dieci grandi riquadri, con le “Storie della Croce”, del XVI° secolo, merita davvero un sopralluogo.
Nelle immediate vicinanze inoltre è stato da poco riaperto al pubblico il Monastero del “Corpus Domini” che contiene numerose tombe illustri della famiglia Estense; quindi le due visite si possono opportunamente comporre per ottenere un itinerario del tutto significativo.
S.Antonio in Polesine
Un’aura veramente speciale circonda questo luogo che sembra rimasto fuori dal tempo. Il giardino ci accoglie a primavera con l’incredibile fioritura di un ciliegio giapponese, ma anche in altre stagioni l’atmosfera di silenzio e di pace diffusa sorprende anche il visitatore più scettico.
E che dire degli affreschi all’interno? Qui per vari secoli (tra il duecento ed il quattrocento) si sono alternati al lavoro pittori, forse riminesi o bolognesi, che hanno dato vita a incantevoli cicli pittorici, nel segno sempre di un precoce apprezzamento dell’evoluzione dell’arte figurativa nel loro tempo: dall’influsso di Giotto al naturalismo ed al gotico, tutto è presto rifluito sulle pareti di questo monastero, che accoglieva l'élite delle giovani suore ferraresi, per volontà di Beatrice d’Este, figlia del Signore della città e Beata “in odore di Santità”, che trasformò in cenobio benedettino l’isola fluviale di Sant'Antonio.
Monastero del Corpus Domini

Dopo anni di restauri, questo monastero ferrarese, che custodisce discretamente le tombe degli Estensi ha finalmente riaperto la chiesa ed il coro alle visite del pubblico, desideroso soprattutto di scoprire la sepoltura di Lucrezia Borgia, che qui giace col suo sposo Alfonso I° e con numerosi ed importanti personaggi della dinastia.
La piccola chiesa barocca schiude al visitatore un mondo silenzioso di raccoglimento e preghiera, dove nel '400 si formò il cenobio di Caterina Vegri, mistica e Santa, oggi venerata nell'omonimo monastero francescano bolognese